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Una delle tecniche più utilizzate negli ultimi anni riguarda l’utilizzo dello smart mirror, lo specchio tecnologico brevettato da Amazon che consente, attraverso le fotocamere e la realtà aumentata, di simulare la prova dei capi di abbigliamento e di inscenare il contesto di utilizzo del vestito e l’utilizzo di elementi high–tech nei punti vendita. Abbiamo chiesto al nostro General Manager, Davide Cavalieri, cosa pensa delle varie tecniche di Visual Merchandising, tra cui, appunto, quella dello smart mirror, con una serie di domande.

Molti brand, soprattutto nel settore abbigliamento, stanno rivoluzionando l’esperienza dello shopping in store grazie agli smart mirror. Qual è la sua opinione a riguardo?

Bello, ma dal punto di vista del cliente è poco funzionale, a parer mio, ha solamente un effetto “moda”: infatti, è una tecnologia ancora da sperimentare nei minimi dettagli prima di capire se diventerà adottabile o meno. Sicuramente può avere successo tra i nativi digitali abituati ad utilizzare con naturalezza e semplicità queste tecnologie ma per le generazioni precedenti invece, lo trovo un metodo poco pratico.

Crede che questo tipo di tecnologia, abbinata allo shopping online, sostituirà i negozi tradizionali?

La vera difficoltà negli acquisti online è il non poter provare un capo: sicuramente la tecnologia smart mirror contribuirà a risolvere questo problema migliorando e perfezionando l’esperienza digitale.

Con la tecnologia sempre più presente negli store fisici, come vede l’utilizzo dei manichini? Crede siano ancora fondamentali?

Sì, perché l’aumento del digitale crea ancora più confusione nella scelta del proprio total look. Vedere gli abbinamenti sui manichini offre, a chiunque entri in negozio, validi consigli e ispirazioni per i propri look. A mio parere si dovrebbe incrementare l’utilizzo di quest’ultimi.

Tra le tecniche di Visual Merchandising rientra quella di appendere gli abiti su appositi pannelli disposti nel negozio. Cosa pensa di questa tecnica?

Ne ho visti alcuni ma credo siano poco funzionali. Il non vedere come viene indossato il capo o semplicemente la taglia o altre informazioni può essere un problema. Lo trovo poco pratico e esperienziale.

La convergenza sempre più marcata tra online e offline come influenzerà il Visual Merchandising?

Il Visual dovrà essere sempre più ispirazionale e contestualizzato quindi sarà indispensabile creare scenografie, contesti e stili di vita all’interno dei negozi. Sono già molte le aziende che si stanno muovendo in questa direzione, facendo diventare sempre più scenografici i propri punti vendita. Quindi i retailer o hanno le vetrine come i media digitali che parlano con delle immagini, oppure occorre ambientare fisicamente il 3D creando situazioni fortemente sensoriali.

Possiamo dire perciò che, sebbene le tecniche digitali si siano sviluppate, nel Visual Merchandising si cerca di rimanere ancora legati a metodi più tradizionali che permettano al cliente di vivere l’esperienza in modo fisico.